LA PELLE ASSORBE

La pelle è l'organo più esteso del nostro corpo ed ha molteplici compiti: protegge tutto quello che c’è sotto - muscoli, nervi, ossa e organi interni - contiene le terminazioni nervose  che ci permettono di avere il senso del tatto, regola la temperatura interna del corpo.  I suoi due strati principali sono: 

  • l’Epidermide: è il livello più superficiale della cute, composto a sua volta da diversi altri: quello più interno si chiama strato basale, poi c’è lo strato spinoso, il granuloso e infine il corneo, quello contatto con l'esterno. Le cellule dell'epidermide nascono in quello basale e salgono man mano verso la superficie. Durante il cammino perdono il loro nucleo e si arricchiscono di cheratina, arrivate allo strato corneo sono morte e si staccano.
  • il Derma: un tessuto connettivo, prevalentemente composto da collagene ed elastina. Per legge i cosmetici non dovrebbero arrivare fino al derma, ma in realtà questo stato della pelle è il Santo Graal di tutti i cosmetologi perché se il derma è in buone condizioni, allora la pelle esterna sarà bella, elastica e senza rughe.

Sotto al derma c’è l’Ipoderma: un tessuto adiposo, più o meno spesso a seconda della zona del corpo. I cosmetici qui non arrivano, perciò si interviene con infiltrazioni ad ago. 

La pelle è idrorepellente, nel senso che l’acqua non passa, ma non impermeabile: alcune particelle molto piccole (parlo di molecole con dimensioni inferiori o uguali ai 40 nm) sono in grado di penetrarne lo strato superficiale. La maggior parte di queste sostanze si diffonde orizzontalmente, tra le cellule dell’epidermide, ma alcune sono in grado di viaggiare verticalmente lungo i canali follicolari e penetrare fino al derma. 

La pelle inoltre è più o meno spessa a seconda della zona del corpo - quella del contorno occhi è molto più sottile di quella sulla schiena, ad esempio - e ovviamente più è sottile, più è permeabile. Pensa alle ascelle: la pelle è sottile, non c’è ipoderma e ci sono diversi canali follicolari, belli grandi e profondi. E’ ovvio che un prodotto applicato in questa zona riuscirà a penetrare meglio rispetto ad uno spalmato sul sedere—dove lo strato del derma…beh, diciamo che è più spesso, ecco!

La permeabilità della pelle è influenzata da diversi fattori:

  • Lo stato della pelle: è sana? Presenta lesioni? E’ affetta da condizioni patologiche? Una pelle sana, senza ferite, è molto più “resistente” di una che invece è stata in qualche modo danneggiata. 
  • L’idratazione: una pelle ben idratata assorbe più velocemente.
  • Il tipo di pelle: di quale che zona del corpo stiamo parlando? La penetrazione delle sostanze è influenzata dalla zona di applicazione, perché la struttura della pelle varia localmente. 
  • Le caratteristiche del principio attivo: la pelle ha un’azione selettiva nei confronti di varie sostanze. Alcune passano attraverso la via pilo-sebacea, altre invece seguono la via transcellulare, quindi si muovono di cellula in cellula. 

 

Infine esistono alcune sostanze più piccole sono in grado di veicolare quelle più grandi nei diversi strati: sono i cosiddetti eccipienti (enhancers, se ci piace fare gli anglofoni) dei quali si sente tanto parlare. Il bravo cosmetologo sa che il principio attivo da solo non è in grado di penetrare fin dove serve, così lo lega ad un eccipiente che funziona un po’ come un taxi: carica il principio attivo e lo porta a destinazione. Questi “taxi/eccipienti” sono in grado di attraversare gli strati dell’epidermide e consentono la formulazione di creme efficaci ed economiche, perché il principio attivo costa moltissimo, mentre l’eccipiente è meno costoso. Quindi, una crema che contiene l’1% di principio attivo e il 10% di eccipiente, sarà più efficace e meno costosa di una crema fatta con il 10% di principio attivo e nessun eccipiente. 

A volte può anche succedere che il “taxi rapisca il cliente”, nel senso che se il principio attivo è molto solubile nell’eccipiente, i due potrebbero non separarsi più una volta che hanno passato gli strati dell’epidermide. 

 

Ora, la domanda che ti faccio è: questi eccipienti sono sicuri nel lungo periodo? Se me li spalmo addosso per 20 anni, cosa potrebbe succedermi? La risposta è: ad oggi, non lo so perché non esiste uno studio scientifico definitivo che chiuda la questione. 

Però consentimi un parallelismo: i primi studi scientifici sulla relazione tra alimentazione e alcuni tipi di malattie (come cancro, cardiopatie e malattie autoimmuni) sono stati effettuati verso le fine degli anni ’70. Benché fosse evidente che un elevato consumo di prodotti di origine animale fosse da collegare con l’insorgere e il progredire di queste patologie, l’industria alimentare iniziò immediatamente una manovra difensiva per screditare questi studi, perché rappresentavano un enorme pericolo per i suoi interessi economici. Oggi invece nessuno si scandalizza se un oncologo dice che mangiare troppa carne provoca il cancro. Ci sono voluti “solo” 40 anni. Con l’industria cosmetica è lo stesso: oggi si comincia a sentir parlare del fatto che alcuni ingredienti usati nei cosmetici sono tossici, pericolosi, potenzialmente cancerogeni. 

Concludendo: credo che nella scelta del cosmetico dovremmo mettere la stessa cura che usiamo al supermercato quando leggiamo la lista degli ingredienti dei biscotti. Se contengono grassi idrogenati e io non voglio mangiare quel tipo di ingrediente, posso scegliere se acquistarli o meno, ma almeno LO SO! L’importante è che l’informazione sia a disposizione di tutti, poi ciascuno di noi è libero di acquistare il prodotto che preferisce...oppure decidere di farsi i biscotti a casa!